Liquirizia: quanti effetti benefici!

La liquirizia, o Glycyrrhiza Glabra, è una pianta perenne (pertanto di facile coltivazione) originaria dell’Asia Minore, cresce bene nelle zone costiere, necessita infatti di una stagione lunga e calda che ne favorisce la crescita. Le sue radici trovano impiego in fitoterapia da tempi immemori, in Cina veniva utilizzata per scopi curativi già 5000 anni fa.

Principi attivi

I principi attivi di interesse sono alcuni sali di potassio dell’acido glicirrizico, più le saponine, fra cui la glicirrizina che nel nostro intestino si scinde in acido glucuronico e acido glicirretico.  Altre componenti importanti sono: flavoni, isoflavoni, cumarine, triterpeni.

Effetti

Il primo importante effetto dimostrato scientificamente è la proprietà antiulcera, esplicata dalle saponine che favoriscono la produzione di muco e la proliferazione cellulare utile alla riparazione della ferita. Non solo, le saponine inibiscono l’eccesso di secrezione acida con un buon effetto protettivo sulla mucosa dello stomaco.

Risulta quindi utile anche nei casi di esofagite causata da reflusso. Flavoni e isoflavoni aiutano il sistema immunitario nella lotta verso infezioni virali (la liquirizia aiuta infatti anche in caso di herpes, in caso di virus polmonari, nell’eliminazione delle cellule tumorali.

Proprietà antitumorali

Non tutti sanno infatti che ciascuno di noi produce ogni giorno diverse cellule mutate, ad indirizzo tumorale, ma il nostro sistema immunitario è in grado di individuarle (cercano infatti di “nascondersi”) ed eliminarle.

I tumori che vanno crescendo indisturbati sono quelli che il nostro sistema immunitario non è in grado di riconoscere e poiché non li riconosce non li attacca e non li elimina.

La liquirizia aiuta a trovare le cellule ad indirizzo tumorale, quindi aiuta ad eliminarle prima ancora che si crei la massa vera e propria.

Precauzioni

Nell’acquisto dei bastoncini di liquirizia (rizomi) occorre far attenzione ai funghi che possono parassitarli durante la coltivazione. La raccolta, infatti, avviene non prima del terzo anno dalla nascita della piantina ed in questo lungo lasso di tempo diversi funghi possono parassitare le radici.

 

Dott.ssa Valeria Cantarelli

 

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