L’implantologia fa male?

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Molti pazienti sono preoccupati all’idea che posizionare un impianto possa arrecare loro dolore e i più pessimisti arrivano a ipotizzare il rischio di rigetto. In questa sede vorrei dunque fare chiarezza, anche in riferimento ai dubbi su quando l’implantologia non sia indicata.  L’implantologia moderna ha ormai alle spalle oltre trent’anni di ricerca e applicazione clinica. Tutto questo ha portato a una grande evoluzione, che ha coinvolto la tecnica, il disegno dell’impianto e la scelta dei materiali. Esistono in commercio impianti di tutte le forme e dimensioni e solo in Italia sono presenti più di 300 produttori di impianti dentali.

Lo sviluppo dell’implantologia

Ogni implantologo in genere fa delle scelte, basandosi sulla propria esperienza personale, e si affida a uno/due modelli che reputa i migliori, cosa che avviene anche presso il mio Studio. Lo sviluppo avuto dall’implantologia consente oggi di risolvere casi complessi che in passato erano destinati necessariamente alla chirurgia ossea ricostruttiva. Ciò accorcia di molto i tempi di intervento, riduce i e i disagi per i pazienti.

Fatta questa lunga premessa, possiamo affermare l’assoluta assenza di dolore post intervento di posizionamento di un impianto, sia che esso avvenga nel mascellare superiore sia in quello inferiore. L’unico fastidio possibile è un leggere gonfiore il giorno dopo, destinato però a scomparire in pochissimo tempo. Spesso, quando le condizioni anatomiche e la tranquillità del paziente lo permettono, il posizionamento può essere trans mucoso, evitando così anche la formazione dell’edema.

Allo stesso modo, non è previsto un rigetto connesso all’intervento implantologico in sé. Questo perché quando ciò avviene la causa è una infezione (che si cerca di evitare prescrivendo al paziente degli antibiotici) oppure una fibrointegrazione avvenuta al posto della normale osteointegrazione. In pratica tra la l’impianto e l’osso si frappone del tessuto fibroso che non consente appunto la corretta integrazione tra l’osso e l’impianto. E’ una evenienza rara, ma possibile.

L’implantologia è adatta a tutti?

Infine, per quanto riguarda chi non può sottoporsi agli interventi di implantologia, senz’altro essi sono controindicati in soggetti con patologie croniche, quale ad esempio il diabete, e quando non siano presenti le condizioni anatomiche, a seguito di eccessive modificazioni e riassorbimenti ossei. In questo caso è necessario prima ricorrere alla chirurgia maxillo facciale e solo successivamente posizionare l’impianto.

Studio Dentistico Dott. Caldarini