L’erosione dentale si combatte in tre passi

L'erosione dentale si combatte in tre passi

 

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L’erosione dentale è provocata dall’attacco dei tessuti duri del dente (smalto e dentina) da parte di sostanze acide. Essendo lo smalto e la dentina composti da calcio, tali sostanze sono capaci di legare il calcio sottraendolo ai tessuti dentari, che così vanno incontro a decalcificazione (erosione). L’erosione dentale è un problema molto frequente, anche tra le persone più giovani. Uno studio condotto nel Regno Unito ha mostrato che il 37% dei ragazzi di 14 anni di età presenta già segni evidenti di erosione dentale allo smalto palatale degli incisivi superiori.

Vi sono situazioni e condizioni che favoriscono l’erosione dentale. In particolare, essa si verifica in soggetti che:

  • vomitano frequentemente, quali i pazienti che soffrono di bulimia. L’acido cloridrico prodotto nello stomaco e contenuto nel vomito è la causa dell’erosione;
  • soffrono di reflusso gastroesofageo. Anche qui la causa è l’acido cloridrico prodotto dallo stomaco;
  • consumano frequentemente cibi e/o bevande acide. Ad esempio chi beve molta coca-cola (contiene acido citrico), chi mangia molti agrumi (soprattutto limoni, che contengono acido citrico), eccetera.

Una volta individuata la causa dell’erosione dentale, è necessario rimuoverla, motivo per cui:

  • se la causa è la dieta sarà necessario eliminare o diminuire il consumo di cibi e bevande acide;
  • se il problema è il vomito frequente sarà necessario indirizzare il paziente ad un centro per la cura della bulimia.

Per quanto riguarda invece i danni che ormai l’acido ha prodotto sul dente, è necessario restaurare lo smalto e la dentina persa, in modo tale da proteggere il tessuto dentario residuo. L’approccio tradizionale prevede la ricopertura di tutti i denti con corone, così da salvaguardarli dall’azione degli acidi e contemporaneamente ristabilire l’estetica perduta. Questo approccio, però, è considerato obsoleto, soprattutto perché per fare delle corone è necessario asportare della sostanza dentale sana in un dente già compromesso, a causa dell’attacco subito ad opera degli acidi.

Grazie alla evoluzione dei materiali dentari, oggi siamo in grado di restaurare una dentatura erosa soltanto aggiungendo materiale per mezzo di tecniche adesive, senza asportare ulteriore tessuto dentario. Questa tecnica, codificata dall’Università di Ginevra, prende il nome di “three-step technique”, in quanto viene effettuata in tre step diversi. Si tratta di un approccio davvero rivoluzionario in quanto permette di ridare estetica e funzione al paziente senza arrecare alcun danno ai denti (tecnica additiva), come invece accade con la tecnica tradizionale delle corone (tecnica sottrattiva). Il protocollo della scuola di Ginevra prevede tre seguenti passi (appunto step).

Il primo passo consiste nell’allestimento di un mock-up. Dopo aver pianificato le modifiche da effettuare sui calchi dentali, tramite l’aggiunta di cera da modellazione, si effettua una simulazione nella bocca del paziente di come dovrebbe essere la sua dentatura. Si aggiunge della resina ai denti erosi, in maniera provvisoria, per dargli una nuova forma e volume. Successivamente, si valuta se il paziente gradisce la nuova situazione pianificata, altrimenti si apportano modifiche fino a che il paziente è soddisfatto.

Il secondo passo consiste nel restaurare i denti anteriori (gli incisivi e i canini), incollando ai denti usurati in maniera definitiva materiali estetici (faccette-onlay in composito o ceramica), così da ottenere la lunghezza ed il volume come pianificato nel mock-up che il paziente ha gradito.

Il terzo passo consiste nel restaurare la superficie masticatoria erosa dei molari e dei premolari, incollando materiali estetici (composito o ceramica. Secondo e terzo passo possono essere invertite di ordine a seconda dei casi clinici.

E’ una tecnica assolutamente indolore e non traumatica, in quanto si tratta di una procedura additiva con la quale viene incollato al dente altro materiale. Il dente in genere non viene assolutamente toccato. Pertanto se il paziente non ha già i denti sensibili, l’anestesia è spesso non necessaria. E’ possibile utilizzare la ceramica o un materiale composito. Entrambi sono validi, sia funzionalmente sia esteticamente, ed hanno la stessa durata nel tempo. La ceramica mantiene meglio l’estetica nel tempo, in quanto non assorbe pigmenti. D’altro canto il composito ha il grande vantaggio di essere riparabile (la ceramica no). Pertanto la scelta del materiale ceramico è maggiormente indirizzata ai pazienti che pongono l’estetica come primo obiettivo.

Dott.ssa Federica De Pascalis

Dott.ssa Federica De Pascalis