La terapia cellulare per stimolare la ricrescita dei capelli

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Al giorno d’oggi ci sono varie cure utili per controllare la caduta dei capelli e in particolare la forma più comune di alopecia androgenetica.

Se arrestare la progressione con farmaci (per esempio la finasteride, il minoxidil), sostanze naturali (la spermidina, il ganoderma lucidum) o i fattori di crescita (il prp o i polipeptidi biotecnologici) è ormai una realtà nel 90% dei pazienti, da almeno tre anni si è dimostrato possibile stimolare una ricrescita importante dei capelli almeno nell’80% di chi è affetto da alopecia androgenetica.

Nuovi capelli con la terapia cellulare

La tecnica della terapia cellulare utilizza le cellule staminali dell’epidermide (le stesse che stimolano la formazione dei capelli) per formare “nuovi” bulbi nel cuoio capelluto.

E’ noto l’effetto delle cellule staminali separate dal tessuto adiposo, ma da tre anni è possibile ottenerle da una parte sottilissima di pelle (lo spessore della cute prelevata è di 0.2 millimetri, come una “sbucciatura” superficiale) trattata in modo da isolare solo le cellule staminali.

Esecuzione e recupero

La soluzione con le staminali viene poi iniettata con micro punture nel cuoio capelluto E’ un intervento molto poco invasivo, che si effettua in anestesia locale in poco meno di un’ora.  Il recupero dopo il trattamento è veloce (5 o 6 giorni per guarire la parte della “sbucciatura”) e non richiede nessuna attenzione particolare.

Risultato

Il risultato è visibile nel giro di qualche mese e, nell’80% dei casi, è molto significativo nell’aumento del numero dei capelli sia negli uomini che nelle donne.

Prima di un trapianto di capelli (molto più invasivo), questa procedura può essere estremamente efficace per chi vuole ridurre il grado della propria alopecia.

Dott.ssa Elisabetta Sorbellini

Studio Rinaldi