La Propoli, tante proprietà grazie alle api

La Propoli, tante proprietà grazie alle api

La propoli fa parte della vita della storia dell’uomo da sempre.

Dalla preistoria ci ha seguito fino al tempo degli egizi che la usavano per imbalsamare le spoglie dei faraoni. I medici dell’antica Grecia la usavano per gestire le infezioni della cute, della gola, soprattutto era utile per la cicatrizzazione delle ferite.

Come fanno le api a produrre la propoli

Le api raccolgono dalle piante le resine grazie alle loro mandibole, le lavorano con la saliva ricca di enzimi e le depongono sottoforma di piccoli granuli nelle tasche polliniche presenti sulle zampette posteriori. Questo minuzioso e paziente lavoro viene svolto ogni anno durante l’autunno, infatti la propoli servirà per l’inverno.

Durante l’inverno, infatti, l’alveare deve essere sigillato in ogni suo spiffero, con la propoli le api verniciano le pareti interne dell’alveare e soprattutto la zona riservata all’ape regina. Quest’ultima deporrà le uova in primavera e dovrà farlo in un ambiente ben pulito e scevro da batteri.

Componenti della propoli

È quasi impossibile definire una composizione esatta e precisa, poiché varia a seconda delle piante da cui vengono estratte le resine, dalla stagione, dall’umidità, dalla temperatura.

Possiamo però identificare numerosi componenti:

  • Sali minerali (Magnesio, Calcio, Iodio, Potassio, Sodio, Rame, Zinco, Manganese e Ferro);
  • Vitamine (B1, B2, B6, C, E, P).

Vi sono poi diversi enzimi, resine, oli, cumarine, aldeidi e numerosi antiossidanti (flavoni, flavonoidi, flavonoli, flavanoni, diidroflavonoli).

Troviamo, inoltre, terpeni, amminoacidi, acidi grassi, steroli, polisaccaridi.

Proprietà della propoli

Andiamo ad analizzare le proprietà.

La propoli ha proprietà antibiotiche, ossia è utile contro le infezioni batteriche, proprietà antiinfiammatorie, antimicotiche, antiossidanti, antivirali, anestetiche, immunostimolanti, cicatrizzanti e riepitelizzanti.

Le proprietà antibiotiche pare siano da attribuire proprio alla frazione di flavonoidi, fra cui galangina e pinocembrina, che ne determinano l’uso elettivo per le affezioni dell’apparato respiratorio, e tutte le affezioni del cavo orale.

Se ne sconsiglia l’uso nei bambini al di sotto dei 3 anni ed in tutte le persone che presentano allergie ai pollini.

Dott.ssa Valeria Cantarelli