La Gastroscopia

l'esperto risponde

 

Cosa si intende con gastroscopia?

Il termine corretto per definire questo esame è esofagogastroduodenoscopia. E’ l’esame endoscopico più conosciuto e con ogni probabilità quello più frequentemente eseguito. Si intende con questo esame l’esplorazione endoscopica delle alte vie digestive.

In cosa consiste esattamente l’esame?

Consiste nell’introduzione dello strumento endoscopico nella bocca del paziente e nella sua progressione attraverso l’esofago, lo stomaco ed il duodeno.

Qual’è l’impegno per il paziente che debba sottoporsi a questa procedura?

L’impegno è assai meno gravoso di quanto si possa immaginare. La procedura viene eseguita in regime ambulatoriale.

Si somministra preventivamente un anestetico locale spray nel cavo orofaringeo per ridurre al minimo, se non annullare del tutto il fastidio provocato dallo strumento endoscopico. A questo si aggiunge una minima sedazione per endovena a base di un blando ansiolitico (una benzodiazepina di norma) ed un antispastico per consentire al paziente di sottoporsi all’esame con il minimo disagio possibile. Dopo di che si procede appunto, come detto prima, all’introduzione del gastroscopia nelle prime vie digestive.

Il paziente dopo quanto tempo può essere dimesso, dopo l’esecuzione della manovra?

Pressoché subito, non appena si spegne l’effetto del sedativo. E’ però buona norma essere sempre accompagnati, è infatti sconsigliato guidare l’automobile per le ore successive all’esame.

E’ necessaria una preparazione particolare da effettuare prima della gastroscopia?

E’ sufficiente il digiuno dalla sera precedente se si esegue l’esame al mattino, o di almeno 5 ore se lo si esegue nel pomeriggio.

Quali sono le indicazioni e gli obiettivi di questo tipo di esame?

Le indicazioni sono molteplici, in sintesi però possiamo dire che l’esame è indicato tutte le volte che il paziente lamenta una sintomatologia assai suggestiva per una patologia delle alte vie digerenti. Questa può variare dalla semplice dispepsia (il classi co bruciore o dolore di stomaco per intenderci etc..) fino alle gravi patologie che si manifestano acutamente con il sanguinamento esofago – gastro – duodenale.

Gli obiettivi sono quelli di porre immediatamente una diagnosi (macroscopica perché visiva, e microscopica mediante istologia) e la conseguente terapia. L’endoscopia in toto, infatti, si è conquistata a buon diritto l’appellativo di OPERATIVA, proprio perché consente di operare immediatamente durante l’esecuzione dell’esame e pertanto di porre diagnosi accurate mediante prelievi bioptici, fino, ad esempio, a consentire l’arresto di importanti sanguinamenti in acuto.

A chi dobbiamo rivolgerci per eseguire una gastroscopia?

In prima battuta sempre al nostro medico di medicina generale, che provvederà ad una valutazione clinica preliminare, sulla base di questa porrò o meno indicazione all’esame.

Esistono fasce di popolazione che non possono sottoporsi a questo esame?

A parte i pazienti per cui è stata posto una controindicazione assoluta per, ad esempio, gravi patologie associate, l’esame può essere eseguito da tutti. Esistono specialisti dedicati all’endoscopia pediatrica che eseguono questo esame anche su bambini molto piccoli.

Quali rischi si possono correre sottoponendosi a questo tipo di esame?

Non esistono manovre mediche che non siano correlate a dei rischi. E’ abbastanza intuitivo pensare che introducendo un corpo estraneo (l’endoscopio) in un viscere cavo, questo possa in qualche modo provocare delle lesioni se non addirittura la perforazione; ed è per questo che è sempre buona norma dedicare tutto il tempo necessario al cosiddetto “consenso informato”. Questo non è uno scarico di responsabilità, come molti pensano, ma la certificazione scritta che il medico si è premurato di informare adeguatamente il paziente prima di procedere. Detto questo le dico che la procedura è assolutamente sicura, e che i rischi correlati sono statisticamente minimi. Tuttavia, dato che con questa domanda apre un campo di discussione molto vasto, mi piace chiosare rispondendo con una domanda  e cioè: quali rischi si corrono a NON eseguire questo esame quando necessario?

Dott. Alberico Balbiano di Colcavagno

Dott. Alberico Balbiano di Colcavagno