Infertilità maschile ed ozonoterapia

Focus

Molti si chiederanno cosa c’entri l’ozonoterapia con l’infertilità maschile. Chiariamo subito che l’ozonoterapia non fa miracoli, quindi non può intervenire in maniera diretta su casi di infertilità, ma può certamente contribuire a combattere ciò che provoca infiammazioni, infezioni, intossicazioni, disfunzioni e patologie che a loro volta sono alla base dell’infertilità.

Andiamo con ordine e al termine del nostro focus torneremo sul ruolo specifico dell’ozonoterapia. Le infezioni delle vie seminali maschili (prossimali, orchi-epididimiti e distali: prostato vescicoliti e uretriti) sono universalmente riconosciute come una frequente causa d’infertilità.

Impatto tra le patologie infiammatorie gastro intestinali/uro seminali e l’infertilità maschile

Il riscontro di infezioni acute è raro nei soggetti maschili che si rivolgono al medico per  l’infertilità. In genere, si trovano maschi paucisintomatici o con sintomatologia fuorviante gastrointestinale: coliti, stipsi, flatulenza, intolleranze alimentari, ecc.

Oltre alle classiche vie ascendenti e discendenti di contagio delle vie uro seminali si devono considerare le infezioni intestinali e vescicali: occorre infatti escludere una patologia intestinale infiammatoria di solito silente. Talora,  trattando una sintomatologia tipo colite, si risolve una prostatite resistente a terapia antibiotica: pertanto, per evitare l’infertilità, l’eiaculazione precoce, il deficit erettile di mantenimento, una sintomatologia urinaria, eccetera, occorre curare l’intestino.

Le funzioni della prostata e i rischi a cui va incontro

La prostata è una ghiandola situata all’incrocio delle vie seminali con le vie urinarie, in stretto rapporto anatomico con il retto, la vescica e le vescicole seminali (serbatoio di liquido seminale). Il ruolo di tali vescicole è quello di secernere la parte liquida dello sperma che veicola, nutre, aumenta la possibilità di sopravvivenza degli spermatozoi; la prostata, inoltre, è un filtro che pulisce i liquidi dalle infezioni e aggressioni.

Gli agenti infettivi possono arrivare alla prostata e quindi alle vescicole seminali per via ascendente uretrale (rapporti sessuali, piscine, ecc) e per via linfatica dagli organi adiacenti (retto, ecc.). Una volta superata la sua capacità di difesa, si può arrivare ad infiammazioni ed infezioni della prostata e delle vescicole seminali, come la prostatite e la prostato-vescicolite, che influiscono sia sulla fertilità che sull’attività sessuale.

L’attività sessuale ha tante sfaccettature. L’eiaculazione dipende anche dallo stato di salute delle vescicole seminali. Nelle prostato-vescicolite la conseguenza è l’eiaculazione precoce: un organo infiammato tende ad espellere il prima possibile il suo contenuto. Un altro aspetto è il deficit erettile di mantenimento perché la circolazione della prostata è collegata con quella del pene.

Per mantenere la prostata sana occorre:

  • praticare attività fisica (l’attività muscolare evita la stasi sanguigna che può dare infiammazione);
  • non fumare o smettere di farlo;
  • praticare rapporti sessuali frequenti che impediscano la stasi del liquido seminale e l’infiammazione delle vescicole seminali e della prostata;
  • curare l’alimentazione con una dieta ricca di fibre, evitando cibi speziati e salati, condimenti piccanti che possono procurare una infiammazione intestinale (le intolleranze alimentari determinano una infiammazione della parete intestinale con vasodilatazione e di conseguenza una porta di uscita dei germi dal retto verso la prostata; lì essi diventano molto virulenti perché, non essendo il loro habitat naturale, la prostata non è in grado di mettere in atto sistemi di difesa contro germi non abituali).

Le patologie prostatiche non sono una prerogativa degli anziani, ma una fascia a rischio è rappresentata anche dai giovani:

  • sessualmente più attivi e più soggetti a infezioni a trasmissione sessuale;
  • con uno stile di vita meno equilibrato;
  • che devono preservare la loro fertilità in previsione di una paternità futura.

Le infezioni agiscono sulla qualità spermatica sotto più aspetti:

  • distruzione degli spermatozoi da parte delle tossine prodotte da vari germi;
  • modificazione del pH dei tubuli seminiferi (spermatogenesi);
  • distruzione degli spermatozoi con fagocitosi da parte dei leucociti;
  • influenza delle citochine nella flogosi sulla capacitazione spermatozoaria;
  • STRESS OSSIDATIVO:

A) i radicali liberi dell’ossigeno (ROS) liberati dai leucociti determinano la perossidazione dei lipidi della membrana spermatozoaria con modificazione della fluidità di membrana ed effetti negativi sugli interscambi intra extracellulari, ridotta motilità e alterata morfologia;

B) i ROS possono inoltre danneggiare il DNA dello spermatozoo, con danno genetico conseguente (mutazioni e anomalie cromosomiche), e modificare l’acrosoma spermatozoario, con conseguente ridotta capacità fecondante.

    Infine:

  •      le calcificazioni fibrose postflogistiche possono dare ostruzioni delle vie seminali con  azospermie secondarie;
  •     esiste una capacità antiossidante globale dovuta a fattori scavengers (acido ascorbico, glutatione, perossidasi, selenio, ecc).

Tra le cause di infezioni si possono annoverare:  Gram positivi (Enterococchi), responsabili delle infezioni genitourinarie, e Gram negativi (Escherichia coli, Enterobacter, Proteus, Morganella, ecc.). L’Escherichia coli (Gram -) determina le prostatiti acute; gli Enterococchi, i Micoplasmi, Proteus e la Chlamydia Trachomatis danno forme paucisintomatiche: possono arrivare alla prostata dall’ampolla rettale per osmosi, via linfatica o venosa, in seguito a episodi di batteriemie.

L’esame obiettivo, talora, dà poche informazioni: l’esplorazione rettale di solito è negativa; per cui diventano essenziale per la diagnosi:

  • l’ecografia;
  •  l’ecocolordoppler che può evidenziare immagini tipiche a livello epididimo testicolare e prostato vescicolare per infezioni acute e croniche,
  •  le indagini microbiologiche : spermio cultura con mycoplasmi e chlamydie,
  •  l’urocultura.

Le indagini microbiologiche (Test di Stamey, EPS, spermiocultura con ricerca di Mycoplasmi e Chlamydie) completano il quadro diagnostico permettendo una terapia mirata.

Terapia

Senza dubbio antibiotica, finché necessita. Inoltre, per ristabilire l’eubiosi intestinale aumentando la capacità di assorbire macro e micro nutrienti, si consigliano:

  • Terapia alimentare con test sulle intolleranze alimentari tipo Alcat e/o mineralogramma con ricerca dal bulbo dei capelli di metalli pesanti ( nichel, alluminio, arsenico,cadmio, piombo, mercurio ),ormoni, equilibrio aminoacidi, vitamine ,minerali;
  • L’assunzione di Prebiotici (sostanze organiche capaci di stimolare la proliferazione e l’attività dei batteri “buoni”) e probiotici (micro organismi vivi e vitali)
  • Ozonoterapia mediante:

A) auto emotrasfusione: il sangue rigenerato arriva a tutti i distretti agendo su più fronti  (circolatorio, neurologico, ormonale, psicologico;

B) insufflazione rettale: 1 insufflazione rettale a settimana (200-300 ml di miscela con concentrazione di 20/40mcg di ozono);

C) acqua iperozonizzata per via orale, in grado di restituire all’intestino la sua funzionalità con tutte le prerogative per una valida difesa contro i batteri, i virus ed ogni altra intossicazione e disfunzione (1 bicchiere di acqua ozonizzata 2-3 volte al dì). L’ozono distrugge tutti i germi presenti nell’acqua e gli agenti inquinanti, determinando una polarizzazione magnetica corretta con restituzione degli  scambi intra e extra cellulare.

Una nuova risonanza

Infine, vorrei citare la ionorisonanza ciclotronica endogena, in grado di ripristinare l’equilibrio ionico intra ed extra cellulare. Attraverso una impedenziometria si rilevano le frequenze e la forma d’onda che meglio rispondono, con effetto di “risonanza”, all’apparato cellulare sul quale si vuole intervenire. I risultati dell’esame vengono registrati su di una card che, inserita nell’apposito lettore, riprodurrà un campo elettromagnetico permanente, pulsante e a frequenza variabile, trasmesso attraverso una stuoia su cui si andrà a distendere il soggetto.

Dott. Franco Rosso

Dott. Franco Rosso