Indivia, alimento fonte di benessere e salute

L’indivia può essere belga oppure riccia; insieme alla scarola, alla lattuga, al tarassaco, alla cicoria, al radicchio, appartiene alla famiglia delle Compositae.

Tutte queste varietà hanno in comune il sapore amarognolo.

L’indivia belga è una cicoria che è stata colta nella fase immediatamente prima della fioritura e rimane bianca perché coltivata volutamente al buio. L’indivia riccia ha foglie frastagliate che passano dal bianco al giallo al verde pisello.

Come si coltiva l’indivia belga

La coltivazione dell’indivia belga, detta così proprio perché la si sperimentò per la prima volta nelle Fiandre nel XIX secolo, prevede la semina in terreno fertilizzato con tanto fosforo e tanto potassio, ma poco azoto, così da sviluppare più le radici delle foglie.  A quattro mesi dalla semina, le radici vengono raccolte e conservate all’aperto. Questa fase serve ad attivare l’enzima inulasi che attacca l’inulina presente nelle radici stesse, trasformandola in fruttosio, per noi più digeribile dell’inulina. Terminato questo processo, la pianta viene messa al buio per arrivare alle dimensioni volute.

Caratteristiche e nutrienti

Che si parli di indivia belga (bianca) o di indivia riccia (verde) siamo comunque di fronte ad un alimento con pochissime calorie, fonte di vitamina A, e di vitamina C e folato. Tra i Sali minerali più importanti troviamo potassio, ferro e calcio.

Azioni e benefici

L’inulina di cui è ricca favorisce la digestione, la diuresi, ma soprattutto regola il transito intestinale e diventa cibo per la flora intestinale. Chi soffre di meteorismo o di colon irritabile può consumarla serenamente, troverà sollievo per i propri disturbi.

Contiene tanta acqua, perciò idrata e ammorbidisce le feci, dona senso di sazietà ed è caldamente consigliata nelle diete ipocaloriche. L’indivia belga è particolarmente amara, pertanto è utile nei regimi depurativi, disintossicanti, ha proprietà diuretiche.

Per l’elevato contenuto in fibre è particolarmente utile nelle stipsi ostinate, ma le sue fibre servono anche per tenere sotto controllo glicemia e colesterolo. Non dovrebbe consumarla chi è allergico alle compositae.

Dott.ssa Valeria Cantarelli

Dott.ssa Valera Cantarelli