Impiego del defibrillatore impiantabile in pazienti con comorbidità

Focus

Lo scopo di questo studio è stato di determinare se il beneficio del defibrillatore impiantabile (ICD) viene modificato dalla presenza di comorbidità.

Background

I defibrillatori impiantati in prevenzione primaria aumentano la sopravvivenza nei pazienti a rischio di morte improvvisa. Non è stato dimostrato il loro beneficio nei pazienti con significative comorbidità.

Metodi

Sono stati combinati i database del MADIT I (Multicenter Automatic Defibrillator Implantation Trial), MADIT II, DEFINITE (Defibrillator in Nonischemic Cardiomyopathy Treatment Evaluation Trial) e SCD-HeFT (Sudden Cardiac Death in Heart Failure). I pazienti della popolazione combinata dei vari studi sono stati valutati in relazione alle seguenti comorbidità: fumo, pneumopatia, diabete, vasculopatia periferica, fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica e insufficienza renale. L’outcome primario è stato la mortalità globale, utilizzando l’”Hazard ratio” (HR) del momento della morte nei pazienti sottoposti ad impianto di ICD rispetto ai pazienti senza ICD in relazione alle loro comorbidità, aggiustati per età, sesso, razza, frazione di eiezione ventricolare sinistra, utilizzo di faamaci antiaritmici, beta bloccanti, e antagonisti dell’enzima di conversione della angiotensina.

Risultati

In totale, 25% dei pazienti (n= 830) avevano < 2 condizioni di comorbidità rispetto al 75% (n = 2518) con significative comorbidità (>2). Il rischio non aggiustato di morte per i pazienti portatori di ICD rispetto ai non portatori di ICD è stato significativamente più basso, ma questo effetto è stato minore per i pazienti con >2 comorbidità ( HR non aggiustato. 0,71; 95% di intervallo di confidenza: da 0,61 a 0,87), confrontato con i pazienti con <2 comorbidità  (HR non aggiustato. 0,59; 95% di intervallo di confidenza: da 0,40 a 0,87). Dopo aggiustamento, il beneficio dell’ICD si è ridotto aumentando il numero delle comorbidità (p= 0,004).

Conclusioni

I pazienti con multiple comorbidità possono beneficiare meno dall’impianto di ICD rispetto ai pazienti con meno comorbidità; l’impianto dovrebbe essere attentamente considerato nei pazienti compromessi. In pazienti con multiple comorbidità sono necessari ulteriori studi.

cappato cerchio

Dott. Riccardo Cappato