Impianto di defibrillatore in prevenzione primaria

Focus

A tutt’oggi non risulta chiarito l’impatto dell’età del paziente sul rischio di morte e riospedalizzazione dopo l’impianto di defibrillatore (ICD) in prevenzione primaria.

Metodi e Risultati

Sono stati utilizzati i dati provenienti da 5 Trail clinici: il “Multicenter Automatic Defibrillator Implantation Trial” (MADIT-I), il “Multicenter Automatic Defibrillator Implantation Trial II” (MADIT-II), il “Defibrillator in Nonischemic Cardiomyopathy Treatment Evaluation Trial” (DEFINITE) e il “Sudden Cardiac Death in Heart Failure” (SCD-HeFT). L’età media al momento dell’arruolamento era stata di 62 anni (range interquartile 53-70). I pazienti più anziani, in confronto ai più giovani, avevano una percentuale maggiore di comorbidità.

In analisi esplorative non-aggiustate, i soggetti con ICD avevano una probabilità di morire inferiore rispetto ai non portatori di ICD in tutte le fasce di età: tra i soggetti di età minore di 55 anni: hazard ratio (cioè il tasso di rischio relativo nell’analisi di sopravvivenza) 0,48, 95% “posterior credibile interval” da 0,53 a 0,90; tra i pazienti di età tra 65 e 74 anni: hazard ratio 0,67, 95% “posterior credibile interval” da 0,53 a 0,85 e tra i pazienti di età maggiore di 75 anni: hazard ratio di 0,54, 95% “posterior credibile interval” da 0,37 a 0,78. Le dimensioni del campione erano limitate per i pazienti al di sopra di 75 ani.  Il modello Bayesiano-Weibull aggiustato stima che l’efficacia dell’ICD persiste con l’avanzare dell’età, ma viene attenuata.

Si è evidenziata una interazione tra età e trattamento con ICD sulla sopravvivenza (probabilità di non interazione <0,01 “two sided posterior tail”). Utilizzando un modello di regressione Bayesiano aggiustato, non si è evidenziata una interazione tra età e trattamento con ICD sulla reospedalizzazione (probabilità di non interazione “two sided posterior tail” pari a 0,44).

Conclusione

In questa analisi, il beneficio del defibrillatore esiste, ma viene attenuato con l’aumentare della età. Ciò può dipendere dalle maggiori comorbidità, cause diverse di morte o dalle ridotte dimensioni del campione di pazienti anziani. Non c’è stata evidenza che l’età modifichi l’associazione tra trattamento con ICD e riospedalizzazioni.

cappato cerchio

Dott. Riccardo Cappato