Il sale: caratteristiche generali e dosi consigliate per la salute

Il sale caratteristiche generali e dosi consigliate

Parliamo di sale, un alimento molto diffuso e molto importante che genera infinite controversie e decine di domande.

Qual è il migliore? Perché sceglierne uno rispetto all’altro? Perché fa male? Perché fa bene?

Ho pensato molto a cosa scrivere perché non voglio passare per la dottoressa paranoica, tiranna e terrorista che non sono e l’argomento è lungo da trattare.

Perciò dirò semplicemente come stanno le cose, in due diversi articoli.

Nell’articolo che segue analizzeremo le caratteristiche generali del sale, perché l’organismo ne ha bisogno e come fare in modo di assumerne la giusta quantità.

In un secondo articolo illustrerò le caratteristiche dei migliori Sali del mondo e come sia possibile sostituire il sale in cucina con altri elementi.

Sale sì, ma con moderazione

Il sale fa bene se usato con moderazione, anzi con molta moderazione.

È un’affermazione che personalmente ripeto per tutti i cibi che, nell’immaginario collettivo, fanno bene e male allo stesso tempo.

Per quanto riguarda il sale, c’è sale e sale.

Il sale è cloruro di Sodio (NaCl), ma nel sale esistono tantissimi altri composti in base al tipo di sale che scegliamo.

Il più importante, soprattutto perché consigliato a tutti, esclusi gli ipertiroidei con ipertiroidismo conclamato, è lo Iodio.

Si dà spesso per scontato che quello in commercio sia sempre sale marino iodato ma purtroppo non è così, perché si trovano diversi tipi di Sali, in contenitori diversi e sotto spoglie diverse.

Per questo è necessario sapere che cosa stiamo acquistando.

Per definire la salubrità del sale che stiamo usando in cucina bisogna considerare gli elementi che accompagnano il cloruro di potassio contenutovi di natura.

Il sale Iposodico, per esempio, è più carente di Sodio (Na) a vantaggio del Potassio (K) che, in questo modo, aiuta a combattere l’ipertensione arteriosa.

Il sale è naturalmente contenuto in tutti gli alimenti

Il cloruro di sodio, sale, è presente in tutti gli alimenti.

Ad esempio le carni e le interiora contengono molto più sale rispetto ai formaggi e le uova che a loro volta contengono molto più sale rispetto alle verdure e ai cereali.

Ma poiché tutti gli alimenti ne contengono una certa quantità è bene evitare le abitudini alimentari che prevedono ricette con l’aggiunta di abnormi quantità di sale per insaporire l’alimento da cotto.

Basterebbero alcune accortezze per poter anche eliminare completamente il sale dalla cottura e guadagnare sia in salute che in sapidità dell’alimento.

L’organismo ha bisogno di sale

Il cloruro di sodio è fondamentale per i processi metabolici ed enzimatici del nostro organismo e fa parte del delicatissimo processo dell’omeostasi e dell’equilibrio acido – base del nostro organismo.

Rimuovere totalmente il sale dalla nostra dieta oltre che essere impossibile, perché presente in tutti gli alimenti compresa l’acqua che beviamo, è sconsigliabile.

I consumo di sale, quindi, deve essere controllato e moderato.

Dosi giornaliere di sale consigliate

Diversi studi hanno dimostrato che le dosi di sale giornaliere utilizzate per la cucina dagli italiani, e dalle popolazioni mediterranee, sono decisamente sopra la media, fino a 3 volte la quota giornaliera consigliata.

Il che significa che invece di immettere nell’organismo 3- 5 gr di NaCl giornalmente, la maggior parte della popolazione ingerisce dai 12 ai 15 gr di sale al giorno, ovvero circa 3 cucchiaini colmi.

Ciò avviene prevalentemente inconsciamente, con la preparazione degli alimenti e il condimento.

Consigli da seguire

Ed ecco allora che alcuni accorgimenti possono essere molto d’aiuto.

Prima cosa, usiamo le mani.

Invece di usare i macinini o distributori di sale, impariamo a conservare il sale in un barattolino chiuso e a pizzicarlo per condire o insaporire in cottura.

Seconda cosa, eliminiamo completamente dalla tavola e dalle dispense il sale grosso, perché quando lo mettiamo nell’acqua della pasta in realtà andiamo ad occhio, ed ogni volta non è uguale alla precedente.

Il sale fino in un cucchiaino raso equivale a soli 3 grani di sale grosso, il quale a loro volta equivalgono a tutto il sale fino che sarebbe disponibile durante la giornata.

Come minimo nell’acqua della pasta ne abbiamo messo un cucchiaio.

Terza cosa molto importante è scegliere il sale adeguato ovvero il sale iodato.

Processo di lavorazione del sale: dalla natura fino alle nostre tavole

Il sale da tavola viene ottenuto per evaporazione dell’acqua marina in particolari territori.

Sia la Natura che l’uomo hanno creato le saline, ovvero delle raccolte di acqua marina da cui poi, per evaporazione solare, si ottiene il sale integrale marino, naturalmente iodato.

Quello che viene venduto nei negozi come sale è un prodotto altamente raffinato e spogliato di tutte le sostanze che sporcano il sale integrale, che però possono essere utili al benessere dell’organismo.

Anticamente il sale, che era chiamato anche oro bianco, doveva essere bianco per essere venduto come il più pregiato possibile.

In questo modo sono iniziati i processi di raffinazione estrema con l’intento di ricavare un sale il più pulito possibile dai contaminanti.

Contaminanti del sale e caratteristiche dei singoli tipi di sale

Iodio, Ferro, Solfato, Magnesio, Manganese, Selenio sono i principali contaminanti del sale.

Il sale dell’Himalaya, per esempio, è rosa perché ricchissimo di ferro, mentre il sale bianco, quello che insaporisce molto di più i cibi, è estremamente raffinato, fa solo male e non apporta nulla al nostro organismo.

Il sale marino integrale, ottenuto dalla semplice evaporazione dell’acqua marina alla luce solare, non con lampade o altro, non è raffinato ha un colore grigiastro, un aspetto grumoso ed è molto umido.

A differenza del sale bianco, ha una alta concentrazione di altri minerali e sostanze, molto utili al nostro organismo per i processi metabolici e la salute della tiroide, come i già citati magnesio, zinco, iodio, ferro, manganese e selenio.

La dicitura sulla confezione sale iodato indica, dunque, un sale marino altamente raffinato, da cui è stato tolto tutto ed è rimasto solo il NaCl, Cloruro di sodio.

A questo viene aggiunto chimicamente lo iodio elemento.

Questo sale non è un sale buono a tutti gli effetti, anche se migliore del sale bianco.

Nel sale marino integrale ci sono ben 82 elementi terapeutici che però vengono completamente persi con la raffinazione, uno per uno, finchè non rimane solo il cloruro di sodio.

Inoltre, per sbiancarlo vengono utilizzate sostanze tossiche che rimangono nel corpo del sale e di conseguenza vengono assorbite dal nostro corpo.

Sono sostanze non esattamente salutari.

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Dott.ssa Stefania Folloni medico nutrizionista

Dott.ssa Stefania Folloni