Gonartrosi e terapia omotossicologica

Comitato Scientifico

Nell’ambito della mia attività professionale di medico di medicina generale e di esperto di riabilitazione e di terapia del dolore ho voluto prendere in considerazione 2 casi clinici del tutto assimilabili dal punto di vista dei sintomi sofferti dai 2 pazienti e dalla eziopatogenesi.

Paziente 1:

Maschio          65 anni           82 Kg (peso) X 168 cm (altezza)

In anamnesi:   Diabete Mellito Tipo 2 in cura con METFORMINA 850 mg X 2 die;

Ipertensione Arteriosa trattata con Ace Inibitori Ramipril 5 mg die;

Sindrome Metabolica diagnosticata secondo i noti parametri + obesità.

Paziente 2:

 Maschio          63 anni            89 Kg (peso) X 171 cm (altezza)

In anamnesi:   Diabete Mellito Tipo 2 trattato con METFORMINA 500 mg X 3 die;

Ipertensione Arteriosa trattata con sartanico + diuretico

Sindrome Metabolica + obesità

La Sindrome Metabolica dei 2 pazienti era inoltre trattata con statine / dieta / blanda attività fisica.

Ambedue i pazienti alla visita riferivano gonalgia invalidante.

Da anni facevano uso di Fans e Corticosteroridi al bisogno, prescritti da vari specialisti.

Denunciavano importante inabilità funzionale e nel carico articolare.

Importante algia con Vas:

Pz 1                                                                           Pz 2

(NON in terapia)                                                         (NON in terapia)

1                                                 10                               1                                              10

 

(In terapia con cicli di Fans)                                        (In terapia con cicli di Fans)

1                                                 10                               1                                               10

Terapia omotossicologica

I 2 pazienti sono stati trattati con il medesimo protocollo omotossicologico:

GALIUM gocce 20 + 20 die + LYMPHOMIOSOT fiale x os a giorni alterni X 2 settimane, a seguire X altre 2 settimane.

LYCOPODIUM fiale x os a giorni alterni per contrastare la Steatosi Epatica presente.

Al termine della terapia omotossicologica drenante, si è iniziato per ambedue i pazienti il protocollo terapeutico specifico:

  1. Arnica compositum fiale sottocute / para articolari bisettimanalmente X 3 settimane, bilateralmente.
  2. Dalla 4^ alla 5^ settimana, bisettimanalmente e bilateralmente Arnica compositum fiale + Zeel T fiale.
  3. Dalla 6^ alla 10^ settimana, settimanalmente e bilateralmente Zeel T fiale para articolare + Md Knee fiale intra articolare.

Per il protocollo completo sono state impiegate per ogni paziente:

  • 1 confezione di Arnica compositum fiale
  • 1 confezione di Zeel T fiale
  • 1 confezione di Md Knee fiale

A cui vanno aggiunti i farmaci drenanti e per la terapia di mantenimento.

I costi della terapia

Complessivamente, il costo della terapia è da considerarsi accettabile, comunque inferiore ai costi necessari per un trattamento completo per via infiltrativa con Acido Ialuronico a medio alto peso molecolare.

Va inoltre sottolineato che i pazienti si sottoponevano a numerosi cicli di fisioterapia con risultati clinici non del tutto soddisfacenti, a detta loro, e con i costi relativi anche ai farmaci sintomatici e agli integratori utilizzati.

La terapia di mantenimento

Alla fine del trattamento iniettivo è stata impostata una terapia di mantenimento X 12 settimane con Zeel T tavolette 2 x os al giorno secondo protocollo + Interleuchina 10 4 ch gocce, 20 gocce 2 volte al giorno. Tale terapia è stata accompagnata da un programma di graduale aumento della attività fisica da carico e con esercizi specifici atti a favorire l’articolarità, da svolgere autonomamente anche domiciliarmente.

Discussione e risultati

I 2 pazienti in oggetto affetti da grave gonartrosi invalidante, già trattati con importanti dosi di farmaci allopatici e anche con cicli di fisioterapia, hanno accettato di sottoporsi ad un trattamento di tipo omotossicologico con l’obiettivo di migliorare la loro situazione clinica e di diminuire i potenziali effetti collaterali dei farmaci utilizzati da sempre.

I risultati clinici sono stati molto interessanti per ambedue i pazienti, che infatti hanno quasi azzerato l’uso di Fans e cortisonici, diminuendone l’uso di oltre l’80% e utilizzandoli solo in 2 casi di ricadute in 6 mesi per pochi giorni (dovute a situazioni climatiche e/o di eccessivo carico articolare).

I 2 pazienti si sono inoltre sentiti molto più coinvolti nel percorso di recupero della loro funzionalità articolare, avendo compreso i concetti basilari della Medicina integrata. Hanno infine ottenuto un importante risultato clinico come testimoniano i diagrammi della Vas; infatti, al termine del trattamento omotossicologico iniettivo, i 2 pazienti hanno mostrato un rilevante miglioramento della Scala Vas. Tale risultato è del tutto sovrapponibile a quello ottenuto con l’uso cronico di fans ed è addirittura progredito verso valori del tutto insignificanti, al controllo dopo 3 mesi.

Conclusioni

La gonartrosi ed in particolare la condropatia femore rotulea si collocano nella tavola della omotossicosi a cavallo della fase di impregnazione e degenerazione. Un corretto approccio omotossicologico può essere un’interessante opzione terapeutica non solo per gli innegabili risultati clinici, ma anche e soprattutto sotto il profilo della sicurezza di questa metodologia e dell’ottimo coinvolgimento emotivo dei pazienti.

Trattasi di fotografie documentali che hanno il solo scopo di evidenziare la patologia trattata nello studio clinico.

Dott. Federico Magnifico

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Centro Ambrosiano di Medicina dello Sport

 

 

 

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