Glutammina: perché è importante

Glutammina perché è importante

La glutammina è l’aminoacido più presente nell’organismo. Coinvolto in numerosi processi metabolici, fra cui la sintesi delle proteine inibendone la degradazione, rimane comunque una fonte di energia per le cellule muscolari.

È un precursore della sintesi degli aminoacidi, ma anche dei nucleotidi (i mattoncini con cui costruiamo gli acidi nucleici), e del glutatione (un potente enzima ad azione antiossidante).

La glutammina è un importante fonte di energia anche per le cellule che rivestono l’intestino e per il buon funzionamento dei globuli bianchi nel sangue.

Dove si trova

È contenuta in tanti alimenti, ma abbonda in quelli proteici. Le proteine del siero del latte e le uova sono particolarmente ricche di glutammina.

A cosa serve

Come dicevamo poc’anzi, la sua azione si esplica anche sui globuli bianchi. La sua utilità è dimostrata nel combattere le infezioni, pertanto la ritroviamo sia negli integratori per sportivi sia nei preparati destinati all’infusione in endovena per i pazienti ospedalieri (particolarmente debilitati o con ferite gravi o che abbiano subìto interventi chirurgici).

Ma studi in doppio cieco hanno dimostrato che l’aggiunta di glutammina rafforza le funzioni immunitarie anche negli individui sani.

Glutammina per le ulcere

Un uso particolare è quello che se ne fa in caso di ulcere peptiche. Uno studio importante ha infatti dimostrato che assumendo 16g di glutammina al giorno si sono avuti miglioramenti superiori rispetto al gruppo di controllo che continuava ad assumere antiacidi e antispasmodici. Con la glutammina si è visto una forte regressione dei sintomi in 2 settimane ed in alcuni pazienti anche una guarigione completa in 4 settimane. Previene inoltre le ulcere della bocca (stomatite), i dolori muscolari, e le infiammazioni alle articolazioni.

Glutammina e allenamento

È stato dimostrato che troppo allenamento riduce i livelli di glutammina e che l’integrazione nel post allenamento può essere utile per migliorare il recupero. Infatti, bassi livelli di glutammina tra un allenamento e l’altro possono essere nocivi per l’atleta, sia per il calo delle prestazioni atletiche sia per l’inibizione della crescita muscolare.

Dott.ssa Valeria Cantarelli Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Valeria Cantarelli