Cisti sacrococcigea: la tecnica di Bascom-Gips

Focus

Numerose sono le procedure per il trattamento della cisti sacrococcigea, ma nella maggior parte dei casi esso è gravato da tempi lunghi di guarigione, senza garanzia alcuna di eliminare completamente il rischio di recidiva. Gli interventi in cui vengono evitate ferite sulla linea mediana, tra i quali la tecnica di Bascom-Gips, rappresentano il metodo più semplice ed hanno maggiori probabilità di successo.

John Bascom e la sua tecnica di escissione

In moltissimi casi difatti, ed in accordo agli studi di John U. Bascom, chirurgo americano pioniere in questo ambito, è possibile operare la cisti sacrococcigea mediante escissione mirata dei soli piccoli orifizi cutanei centrali. Tale escissione può essere eseguita mediante bisturi, secondo la tecnica originale di Bascom (differenziata nella procedura detta Bascom I o Bascom “Pit-pick and drain” e il modificato Karydakis o Bascom “cleft lift” nota anche come procedura Bascom II) oppure mediante trefine o curettes per biopsia “punch”, secondo una variante Israeliana.

Eventuali più ampie incisioni (ad esempio per drenare ascessi) andranno eseguite solo lateralmente, dove, sempre per motivi meccanici, le ferite tendono a guarire in tempi rapidi.

Tecnica chirurgica

Mediante anestesia locale (carbocaina 2%+bicarbonato da 2 a 10 cc), il paziente viene disposto in posizione prona sul tavolo operatorio, dopo essere stato sottoposto ad attenta tricotomia della regione sacrococcigea e interglutea, con divaricamento del solco intergluteo ove spesso è palpabile una “Corda di violino”. Per via endovenosa si provvede a profilassi antibiotica (ceftriaxone 2 grammi), somministrata almeno 30 minuti prima dell’intervento.

La  “Fistulectomia” e “Cistectomia” verranno effettuate mediante l’utilizzo di Biopsy punch, Forbici, Cucchiaio di Volkmann, garze e pezze laparotomiche, bisturi.

La tecnica di Bascom-Gips consiste in un “carotaggio” (prelievo) eseguito mediante punch da biopsia, agendo sia lateralmente (in modo più generoso) che medialmente (solco intergluteo), nel modo più conservativo possibile. I punch da biopsia utilizzati dal sottoscritto hanno misure variabili da 3 ad 8 mm e le ferite chirurgiche di conseguenza, pur essendo multiple, sono in genere di queste piccole dimensioni.

Gestione delle ferite e durata dell’intervento

La gestione delle ferite da “punch” potrà essere:

  • chiusa mediante Vicryl Rapide®‐Safil Quick® 3/0 – Vicryl® 0, Prolene® 2/0 o 3/0;
  • modificata mediante Adrenalina + Ugurol locale a fine intervento con medicazione Compressiva x 36‐48 h ed allettamento supino (sulla ferita) per 24 ore.

L’intervento ha una durata tra i 20 ed i 40 minuti e dopo una notte in osservazione il paziente, in genere, può rientrare a casa.

Possibili Complicanze e decorso post-operatorio

Le possibili complicanze sono: Emorragia (prevenzione: allettamento per 24 ore); Sieroma – Ematoma (aspirazione se necessario talvolta), apertura spontanea, nessun posizionamento di drenaggio; Dolore (riferito modesto); Cheloide (mai verificato); Infezione.

In seguito all’intervento mini-invasivo di Bascom-Gips, sarà possibile riprendere le attività quotidiane in breve tempo, essendo la convalescenza molto rapida e spesso indolore (in media compresa tra 7-10 giorni).

Durante la fase di convalescenza il paziente può già iniziare a camminare, correre e svolgere le proprie attività, limitando però la posizione seduta o l’accavallamento delle gambe per 15 gg. Al paziente verrà indicato di irrigare le piccole ferite chirurgiche per alcuni minuti, a casa, due volte al giorno per 7-15 giorni, mediante il semplice getto della doccia. Sono da aspettarsi secrezioni sierose e sieroematiche dalle ferite ancora aperte per almeno 15-20 gg.

 

Dott. Gaetano Di Terlizzi