Cisti pilonidale: cos’è e come si cura

Focus

La malattia pilonidale cronica, detta anche cisti pilonidale o sinus pilonidale, è una condizione patologica benigna molto comune che si localizza nella piega cutanea situata in mezzo ai glutei e che colpisce tipicamente giovani adulti sani.

Benigna, comune, ma invalidante

E’ una malattia abbastanza comune perché si manifesta con un’incidenza di circa 26 casi ogni 100.000 persone, e colpisce lo 0,7% circa degli adolescenti e giovani adulti, uomini più frequentemente delle donne, con un rapporto di 3-4: 1. Negli Stati Uniti ne vengono diagnosticati 70000 nuovi casi ogni anno.

La malattia in se stessa e molti dei suoi trattamenti spesso comportano una notevole perdita di giorni di lavoro e/o di scuola, creando notevoli problemi personali ed economici per i pazienti e per coloro che li hanno in cura.

Le cause

Inizialmente ritenuta di origine congenita, la malattia pilonidale è attualmente considerata una condizione acquisita, causata dalla presenza di peli che penetrano nella pelle nella piega cutanea interglutea provocando una reazione da corpo estraneo con formazione di un granuloma fistolizzato (da cui deriva il termine sinus, che significa cavità comunicante con l’esterno della pelle).

Decorso e trattamento

La malattia pilonidale può decorrere in modo del tutto asintomatico, ma può infettarsi, con formazione di un ascesso acuto o una fistola cronica. Il trattamento, quindi, è molto variabile, e comprende la semplice osservazione con la rimozione dei peli, l’incisione e il drenaggio dell’ascesso, o l’escissione della cisti con chiusura primaria o, talvolta, con una complessa ricostruzione chirurgica.

Oggi è possibile, asportando la cisti con un intervento che dura poco più di mezz’ora, in anestesia epidurale, eradicare la malattia con un’altissima percentuale di guarigione.

 Dopo l’intervento chirurgico

Il dolore post-operatorio è ben controllato dai comuni analgesici, che in genere vengono sospesi dopo pochi giorni.

Il paziente viene dimesso il mattino seguente e controllato in ambulatorio ogni 3-4 giorni, mentre la ferita chirurgica guarisce per prima intenzione, grazie all’applicazione di una benda elastica-adesiva che, tenendo avvicinati i glutei, la mantiene priva di tensione.

Dopo circa due settimane i punti vengono rimossi ed il paziente può tornare alla sua normale vita di relazione. Con questa tecnica negli ultimi anni, nella clinica dove lavoro, abbiamo operato oltre 150 pazienti, con ottimi risultati.

Dott. Baldovino Griffa