Cicatrici: cosa sono, perché si generano e come intervenire

Una cicatrice potremmo definirla come il tessuto che si determina dopo ferite e/o perdite di sostanza da parte di tessuti e organi; di fatto, essa si genera quando si verifica un’interruzione della continuità della cute, epidermide e derma, in seguito ad un evento patologico o traumatico.

Le cicatrici patologiche

Esistono fondamentalmente due tipi di cicatrici patologiche: il cheloide e la ipertrofica.

Il cheloide è una vera e propria neoformazione rilevata, arrossata, a volte pruriginosa o dolente che origina da una cicatrice, ma si sviluppa sempre oltre i confini della cicatrice stessa da cui deriva.

Si forma molto raramente e si sviluppa soprattutto a livello toracico in corrispondenza dello sterno, sui padiglioni auricolari e a livello delle spalle.

La cicatrice ipertrofica invece, spesso confusa con il cheloide, è tessuto cicatriziale in eccesso che rimane entro i confini della cicatrice stessa presentandosi arrossata e rilevata.

Spesso si accompagna ad una sintomatologia pruriginosa e talvolta a dolore localizzato.

Da cosa dipende la qualità delle cicatrici?

La qualità delle cicatrici, sia che si formino per eventi traumatici che in seguito ad interventi chirurgici, dipende in larga parte dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e, in misura minore, dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione, oltre che dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.

Esistono, tuttavia, delle situazioni in cui la probabilità di formazione di una brutta cicatrice sono indipendenti dalle caratteristiche del soggetto, come nel caso di esiti cicatriziali da ustione di II grado profondo o di III grado o in seguito a traumi complessi.

Migliorare l’aspetto della cicatrice è possibile, eliminarla totalmente no

Le cicatrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica, ma soltanto migliorate.

Le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche possono essere migliorate sia con trattamenti medici che chirurgici. Prima di ricorrere ad un intervento chirurgico di revisione della cicatrice è opportuno prendere in considerazione tutti gli altri possibili trattamenti medici.

In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione della cicatrice è necessario attendere circa un anno dall’evento che ne ha determinato l’origine; durante questo periodo, infatti, la cicatrice va incontro a numerose trasformazioni che la rendono molto evidente, soprattutto nei primi 3 mesi, fino a maturare e arrivare ad una conformazione definitiva.

I trattamenti medici e chirurgici che migliorano l’aspetto della cicatrice

I trattamenti medici utilizzati per migliorare l’aspetto della cicatrice sono:

  • il massaggio ripetuto più volte al giorno.
  • La compressione continua (ove questo risulti possibile).
  • L’occlusione con fogli di gel di silicone o pomata con gel di silicone.
  • Le iniezione di cortisonici.
  • La dermoabrasione.
  • I trattamenti con laser o con basse dosi di radiazioni.

I trattamenti chirurgici della cicatrice consistono invece in:

  • Escissione intralesionale.
  • Escissione completa.

La scelta della migliore tecnica chirurgica per il trattamento delle cicatrici varia a seconda del tipo di cicatrice, della sua ampiezza e dalla regione corporea interessata.

Notevoli speranze di miglioramento sono riposte in una nuova tecnica chirurgica che utilizza tessuto autologo (cellule proprie) che prende il nome di Recell.

Le opzioni chirurgiche possibili devono essere discusse esaurientemente con il paziente che deve conoscere con precisione quali possono essere le sue aspettative di miglioramento.

Il trattamento chirurgico del cheloide

Il trattamento chirurgico del cheloide, dopo il fallimento della terapia medica, prevede l’escissione cosiddetta intralesionale della formazione, ossia senza la sua completa asportazione.

Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità, comunque sempre alta, che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni si riduce.

Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica

Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l’escissione dell’intera cicatrice.

Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l’elemento determinante nell’insorgenza di cicatrici patologiche.

È fondamentale un’accurata visita specialistica preventiva

Il trattamento chirurgico delle cicatrici è un intervento che, come tale, necessita di un’accurata visita specialistica durante la quale il chirurgo dovrà valutare la qualità e le dimensioni della cicatrice e specificare i risultati estetici che è possibile concretamente ottenere.

E’ inoltre consigliato valutare le condizioni di salute per escludere la presenza di alterazioni, quali problemi di coagulazione o di cicatrizzazione, pressione alta, ecc., che potrebbero influire sul risultato estetico dell’intervento.

L’intervento chirurgico di revisione della cicatrice viene generalmente eseguito in anestesia locale in regime di day hospital ed ha una durata variabile in relazione alla cicatrice da trattare.

Il periodo post operatorio: il ruolo attivo del paziente

Per ottenere il miglior risultato possibile è importante che, dopo l’intervento chirurgico di revisione della cicatrice, si seguano scrupolosamente tutte le indicazioni consegnate.

Nel periodo postoperatorio è consigliata l’applicazione di presidi medici a livello della nuova cicatrice durante la sua fase di maturazione al fine di ridurre al minimo la possibilità della formazione di una cicatrice di cattiva qualità.

La ripresa di una normale attività è strettamente dipendente dal tipo di intervento a cui sarete stati sottoposti; in caso di semplici revisioni per piccole cicatrici effettuate in anestesia locale, di solito già dal giorno successivo all’intervento si possono riprendere le normali occupazioni quotidiane.

 

Dott. Gaetano Di Terlizzi