Blefaroplastica: conosciamola meglio

l'esperto risponde

Dott.ssa Randi, sempre più donne richiedono l’intervento di blefaroplastica: in cosa consiste?

La blefaroplastica è l’intervento chirurgico con il quale vengono rimodellati i tessuti molli della regione orbitaria, asportando l’eccesso di cute e/o le cosiddette “borse” palpebrali. La blefaroplastica può essere associata ad altri interventi di ringiovanimento facciale (lifting del sopracciglio). Si può intervenire sia sulle palpebre superiori che su quelle inferiori.

L’intervento è “impegnativo” per il paziente?

Innanzitutto, bisogna dire che non esiste un intervento di blefaroplastica uguale per tutti. La sua entità  varia in rapporto al problema anatomico presente, alle modificazioni desiderate ed ai suggerimenti del chirurgo. Il pensiero corre subito al timore di cicatrici visibili.

Ecco, diciamo subito che la sede delle incisioni è tale che le cicatrici residue si troveranno in una posizione esteticamente favorevole, cioè nel solco orbitario superiore e a 2 mm dal bordo cigliare inferiore, considerata qualitativamente buona e difficilmente visibile.

C’è chi pensa che la blefaroplastica intervenga sulle cosiddette “zampe di gallina”, ma non è così. In quest’ultimo caso si ricorre a trattamenti non chiurgici, mentre la blefaroplastica è un intervento chirurgico a tutti gli effetti.

Come si esegue l’intervento?

Quando sono presenti solo le “borse” e non è presente cute rilassata, la blefaroplastica può essere eseguita per via transcongiuntivale (dall’interno della palpebra); questo tipo di tecnica evita di lasciare cicatrici esterne.

Quando invece si vuole modificare la posizione dell’angolo laterale dell’occhio, portandolo più in alto e più lateralmente (occhio a mandorla), si pratica una cantopessi.

Tale intervento è in genere complementare alla blefaroplastica, perciò si esegue attraverso le medesime cicatrici praticate in precedenza e consiste nel distacco e nello spostamento di un tendine (legamento laterale del canto), ancorandolo alla membrana che riveste l’osso in una nuova sede.

La durata della blefaroplastica varia da un’ora nei casi più semplici a due ore nei casi più complessi.

Che tipo di anestesia è prevista?

L’intervento si esegue senza ricovero e degenza praticando una anestesia locale. Ovviamente se il soggetto è particolarmente ansioso può essere prevista una sedazione più profonda, ma questa è una buona regola che vale un po’ per tutti gli interventi in cui di norma sarebbe sufficiente l’anestesia locale.

La blefaroplastica si esegue in anestesia generale solo quando viene praticata in contemporanea ad interventi più complessi di ringiovanimento del viso o di rimodellamento del corpo.

La fase post-operatoria quali step prevede?

Dopo l’intervento sono necessari alcuni punti di sutura e il paziente viene dimesso con una medicazione costituita da piccoli cerotti che non riducono la vista. Nelle prime ore è consigliabile mantenere il capo leggermente sollevato, applicando delle garze inumidite fredde per ridurre il bruciore e il gonfiore.

Si formeranno nei giorni successivi l’intervento delle ecchimosi (macchie bluastre) nella regione orbitaria e zigomatica, che possono durare da 4 a 10 giorni, ma che sono assolutamente normali e non devono preoccupare. I punti di sutura vengono rimossi dopo 4-5 giorni. Per qualche giorno può permanere una certa lacrimazione e sensibilità alla luce.  Dopo l’intervento di blefaroplastica si consiglia l’uso di occhiali da sole a scopo protettivo (sole e vento) per 2-3 settimane.

Sono possibili delle complicanze?

Se l’intervento è eseguito a regola d’arte la risposta è che il verificarsi di complicanze è molto raro. I fattori che possono compromettere la buona riuscita della blefaroplastica sono per lo più legati all’errore sulla quantità di cute da rimuovere.

Quando viene rimossa troppa cute si possono presentare due complicanze: l’ectropion, ossia una rotazione verso l’esterno del bordo palpebrale inferiore che non è più in contatto con il bulbo oculare ed il cosiddetto “occhio rotondo”, cioè una retrazione verso il basso della palpebra inferiore, che rende evidente la sclera (la parte bianca dell’occhio) sotto l’iride e di conseguenza l’occhio innaturalmente rotondo.

Dott.ssa Claudia Randi

Dott.ssa Claudia Randi