Autunno, è tempo di biorivitalizzazione

Dopo la stagione estiva è giunto il momento di rimediare ai danni causati dal sole con la biorivitalizzazione.

E’ proprio in questo periodo dell’anno che le “vitamine” sono più necessarie per idratare la pelle, nutrire e combattere i radicali liberi formatisi durante la stagione calda.

Che lo si chiami Biorivitalizzazione, biostimolazione o semplicemente rivitalizzazione, è un trattamento a base di tante piccole iniezioni di sostanze nel derma per migliorare la qualità della pelle.

Azioni della biorivitalizzazione

È un trattamento idratante, nutriente, antiossidante, che stimola la produzione di nuove fibre di collagene ed elastina.

Questo sia grazie ai principi attivi utilizzati, sia all’azione booster dell’ago, che, creando ripetuti microtraumi, spinge la pelle ad autoripararsi, producendo nuove cellule.

Biorivitalizzazione per ogni esigenza

Esistono diversi cocktail di principi attivi a seconda del risultato che si vuole ottenere.

Per una semplice rinfrescata, può essere sufficiente un pool di vitamine e antiossidanti.

Per un viso che ha perso turgore, si utilizza l’acido ialuronico.                                                               

Per le pelli molto segnate, invece, si possono iniettare i frammenti di acidi nucleici (cioè del Dna) che stimolano la riparazione e la rigenerazione delle cellule.

Come avviene il trattamento

Le punture sul viso sono da 20 a 50 o anche di più, a distanza di circa 10 millimetri l’una dall’altra. Sono superficiali e si avvertono appena. Nelle zone sensibili, per esempio intorno alle labbra, si applica una crema anestetica. Dopo il trattamento possono comparire rossori e piccoli lividi che si riassorbono in un paio di giorni.

Si può effettuare già dai 30 anni, come trattamento preventivo, e si può proseguire senza limiti di età. Dopo i 45 anni, la biorivitalizzazione diventa un trattamento curativo per migliorare la texture della pelle e si può associare ad altri interventi, dal filler fino al lifting.

Tempistiche e stagionalità della biorivitalizzazione

La biorivitalizzazione deve essere effettuata a cicli. A seconda della sostanza iniettata, potrebbe essere necessaria, per esempio, un trattamento al mese per tre volte, o uno alla settimana per due mesi. E’ come un’ottima crema, che però agisce più in profondità. E come per ogni cosmetico, una volta interrotto il trattamento, l’effetto svanisce. È per questo che sono necessari dei richiami periodici.

Si può effettuare in tutte le stagioni, con l’unica avvertenza di non esporsi al sole per qualche giorno dopo averlo fatto perché la pelle è più sensibile e può infiammarsi.

L’alternativa agli aghi: il peeling PRX-T33

Chi ha timore degli aghi può ottenere buoni risultati anche con altre tecniche rigenerative della pelle.  La più recente è il peeling PRX-T33. Questa formula particolare fa sì che non si crei arrossamento né esfoliazione, ma una stimolazione dei fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina. Si può usare su viso, collo, décolleté, ma anche sulle mani.

Di solito si consigliano 4 sedute a distanza di 10 giorni.

Catalina Vrabie

Dott. Oleg Vrabie