Ascesso perianale: cosa fare

Focus

L’ascesso perianale è una raccolta di pus localizzata in prossimità dell’ano o nella porzione terminale del retto, manifestandosi come una tumefazione dolente, ricoperta da cute tesa e intensamente arrossata e dolente.

Cause

E’ il risultato di un processo infiammatorio causato, nella maggior parte dei casi, da un’infezione aspecifica, che origina da piccole ghiandole situate all’interno del canale anale. La normale funzione di queste strutture consiste nel produrre muco per agevolare il passaggio delle feci.

Vi sono per altro talune condizioni patologiche (diverticolite, colite o altre malattie infiammatorie dell’intestino) che possono rendere lo sviluppo di un ascesso perianale più probabile.

Altri fattori predisponenti sono i traumatismi, le alterazioni della consistenza delle feci e le complicanze di un intervento chirurgico su emorroidi o ragadi.

Diagnosi e sintomi

Osservazione e palpazione dell’ano e dei tessuti circostanti, unite all’esplorazione rettale sono solitamente sufficienti per la diagnosi di ascesso perianale.

Il paziente può inoltre presentare spossatezza, febbre e brividi.

Trattamento chirurgico

Il trattamento di ogni ascesso consiste essenzialmente nell’incisione e nel drenaggio della raccolta di pus ed andrebbe eseguito il prima possibile per evitare che l’infezione diffonda in altre sedi.

Dopo il trattamento, la risoluzione dei sintomi acuti è immediata e le analisi ritornano nella norma.

Gli ascessi più superficiali si drenano in anestesia locale e sedazione, mentre i più complessi saranno trattati in anestesia spinale o generale.

Post intervento e possibili manifestazioni

Dopo l’intervento, si lascia in sede un drenaggio per un periodo di tempo che varia a seconda dei casi. Le medicazioni andranno poi sostituite con cadenza prima quotidiana, poi settimanale, fino a guarigione della ferita.

Dopo l’intervento, inoltre, il paziente può osservare le seguenti manifestazioni:

  • dolore, bruciore anale e rettale,
  • perdite di sangue rosse o rosa, poi giallastre, di lieve entità, che perdurano fintanto che l’ultima incisione non è completamente cicatrizzata (si risolve entro 1-3 mesi);
  • irritazione della cute intorno all’ano, che appare arrossata e provoca prurito e bruciore;
  • temporanea difficoltà a contenere i gas per la dilatazione delle fibre muscolari dell’ano (scompare in circa 1 settimana),
  • febbre (fino a 38°C) nei primi giorni dopo l’intervento.

A livello della ferita chirurgica, può rimanere una garza (zaffo), che verrà sostituita durante le medicazioni ambulatoriali e se la defecazione non avviene spontaneamente entro 2 giorni, può essere somministrato un blando lassativo.

Attenzione agli antibiotici

La terapia antibiotica non rappresenta l’alternativa all’intervento chirurgico e non è mai indicata come trattamento di prima scelta dell’ascesso perianale. Per questi motivi, la prescrizione di antibiotici va riservata a soggetti con difese immunitarie ridotte o anziani, allo scopo di prevenire infezioni a distanza.

Precauzioni post intervento

Vi sono diverse precauzioni da seguire dopo il trattamento chirurgico per favorire il decorso post operatorio:

  • Lavarsi con abbondante acqua e betadine sapone oppure euclorina (2 bustine sciolte nell’acqua del bidet, usando eventualmente guanti usa e getta);
  • evitare lunghi viaggi in macchina per sette giorni, mentre la bicicletta e la motocicletta non devono essere utilizzate per almeno 2 settimane;
  • favorire un’alimentazione ricca di fibre, eliminando alcool, caffè, cioccolata, spezie e cibi piccanti.

 Rischio di recidive

Il 30% circa degli ascessi guarisce senza ulteriori problemi. Nella restante parte dei casi, però, dopo incisione e drenaggio di un ascesso perianale, si può avere lo sviluppo di recidive. Le cause sono costituite soprattutto dalla presenza di una fistola sottostante o dall’incompleto drenaggio del cavo ascessuale.

 

Dott. Gaetano Di Terlizzi