Aneurisma dell’aorta addominale

l'esperto risponde

Dott. Bisetti, si sente parlare spesso di aneurisma, ma cos’è in concreto?

L’aneurisma è la dilatazione permanente di un’arteria. Prendendo in esame l’aorta, oggetto dell’intervista odierna, si parla di aneurisma quando le dimensioni superano il 50% del diametro normale (2 cm nel maschio adulto e 1,6 nella femmina adulta). Ricordiamo che l’aorta è la nostra arteria principale.

E’ una patologia frequente?

Fortunatamente non troppo, ma le percentuali non sono comunque da sottovalutare. E’ una patologia tipica dell’età avanzata e colpisce in prevalenza maschi di età compresa tra i 65 e i 74 anni. La percentuale incidenza va dal 3 al 6%. L’aneurisma dell’aorta addominale è più frequente nella parte al di sotto delle arterie renali (85%), meno frequente al di sopra.

Quali sono le cause principali e come evolve la malattia?

Oltre al naturale invecchiamento dei vasi sanguigni, le cause principali sono l’aterosclerosi e l’ipertensione arteriosa, a loro volta favorite dal fumo di sigaretta, dall’essere sedentari e quindi obesi o in sovrappeso. L’evoluzione naturale della malattia porta alla progressiva dilatazione dell’arteria, con aumento del suo diametro. Se non si interviene in tempo, il rischio di rottura è concreto e a quel punto anche intervenire d’urgenza potrebbe non essere sufficiente ad evitare il peggio. La formazione di un aneurisma può inoltre comportare conseguenze collaterali quali il distacco di frammenti di trombi della parete con chiusura di vasi più piccoli (embolia); molto più raramente si possono creare comunicazioni (fistole) tra l’aneurisma e le strutture circostanti (intestino o vena cava inferiore).

Come si procede alla diagnosi?

E’ difficile che un paziente sia così esperto da sospettare un aneurisma, anche perché nella maggior parte dei casi esso risulta asintomatico. Per questo in 3 casi su 4 si arriva alla diagnosi per caso, cioè sottoponendosi ad esami radiologici di vario tipo per altri motivi o nell’ambito di screening di prevenzione. Nei pochi casi in cui sono presenti sintomi, essi si manifestano sottoforma di una strana sensazione pulsante a livello dell’ombelico oppure un dolore profondo e costante all’interno dell’addome oppure un dolore alla zona lombare. Per non fare allarmismi, però, non è detto che tali sintomi siano dovuti alla presenza di un aneurisma.

La terapia possibile è solo chirurgica?

Senza dubbio. Prevenire la rottura dell’aneurisma e le altre conseguenze collaterali è fondamentale e può essere fatto solo con la chirurgia. L’indicazione all’intervento per l’aneurisma dell’aorta addominale si pone quando il diametro raggiunge o supera i 5,5 cm nell’uomo e i 5 cm nella donna. Se vi è poi una sintomatologia in atto, non c’è assolutamente tempo da perdere. Si può discutere sul quando intervenire, anche in base alle condizioni generali di salute del paziente, ma prima o poi andrà fatto.

Quali sono le procedure?

Sono sostanzialmente due, quella tradizionale e quella endovascolare. So che saranno trattate nel dettaglio in un successivo intervento, per cui per ora mi limito a dire che entrambe le procedure sono valide ed efficaci. Sarà importante scegliere la più indicata alle caratteristiche dell’aneurisma e del paziente nel suo complesso.

In conclusione, un aneurisma dell’aorta addominale prima o poi si romperà?

In assoluto no, ma bisogna essere particolarmente fortunati perché ciò non avvenga. In caso di rottura, meno di un paziente su 10 non operato sopravvive. Se operato in emergenza o urgenza, la mortalità oscilla tra il 30 e il 70%, mentre un’operazione precoce può ridurla fino al 5%!

 

Dott. Paolo Bisetti