Analisi del liquido seminale: i parametri

Molto meno diffusa dello spermiogramma è l’analisi del liquido seminale, salvo che per pochi elementi di valutazione complessiva quali sono il pH, la viscosità e il volume.

Un alcuni casi viene effettuata la coltura e l’analisi degli anticorpi.

Molti nuovi fattori sono stati identificati e resi disponibili per l’analisi, consentendo di avere un profilo utile a comprendere le condizioni funzionali o disfunzionali genitali maschili.

Nei paragrafi che seguono illustreremo i principali fattori attualmente disponibili, purché la volontà del laboratorio lo consenta.

I parametri chimico-fisici del liquido spermatico

I parametri fondamentali e comunemente rilevati nelle analisi sono:

il pH che è il grado di acidità/basicità dello sperma; lo sperma normale deve essere moderatamente basico e con un pH compreso tra 7.5 e 8.5, cosicché sia consentito allo sperma di neutralizzare la moderata acidità vaginale e proteggere gli spermatozoi;

la viscosità che è l’indice di indicazione del grado di fluidificazione dello sperma e che deve tendere a valori relativamente bassi ove gli enzimi preposti siano sufficienti. Uno sperma deve poter fluidificare completamente in circa 30-60 minuti a 37 °C

il volume è la quantità totale di sperma eiaculato e dipende dalla capacità secretiva della prostata (in parte minore delle vescicole seminali), capacità che è correlata a diversi fattori quali il tempo di astinenza, la qualità e il tempo dello stimolo sessuale, la buona circolazione ematica pelvico-prostatica.

Il volume medio normale, alla base di una probabilità di concepire intorno al 50%, è di circa 3.5 ml.

L’equilibrio ossido-riducente spermatico

Nel liquido seminale sono presenti fattori ossidanti e fattori riducenti e lo stato di equilibrio tra questi deve essere moderatamente a favore delle condizione ossidante in quanto tale condizione consente agli spermatozoi di prepararsi alla fecondazione e aiuta il liquido seminale a proteggersi dai microrganismi.

Un livello medio-alto di ossidazione, per carenza di fattori riducenti o per eccesso di fattori ossidanti, produce anche notevoli danni agli spermatozoi, sia nella loro morfologia complessiva, sia nella loro mobilità, sia nel loro DNA, sia nella loro capacità fecondante.

L’analisi dell’equilibrio complessivo ossido-riducente (s-ORP: potenziale ossido-riducente statico) si attua con un veloce test (richiede circa 10 minuti) sia sullo sperma intero che centrifugato, fresco o decongelato, (è espressa in mV, milliVolt) presente nel liquido seminale, differenza determinata dall’insieme dei fattori ossidanti e riducenti.

Il dato viene poi diviso per la concentrazione degli spermatozoi cosicché si abbia un valore espresso in mV/milione di spermatozoi/ml, valore che nella normalità è intorno a 1.36, moderatamente maggiore della parità esatta, coerentemente con la necessità di avere un moderato livello di ossidazione.

E’ sufficiente per comprendere la condizione complessiva del liquido seminale.

L’analisi dei due gruppi di fattori si attua con:

  1. l’Oxi-Adsorbent test che determina la capacità riducente o capacità protettiva,
  2. il d-ROMs test che determina la capacità ossidante fornita dai radicali liberi,
  3. il LP Sperm test che determina la presenza di prodotti ossidanti liberi e agganciati alla membrana degli spermatozoi.

Quest’ultima, essendo più laboriosa, la si può ragionevolmente ritenere una valutazione di secondo livello per comprendere meglio le condizioni specifiche di uno squilibrio ossido-riducente.

Gli ormoni presenti nel liquido seminale

Nel liquido seminale sono secreti diversi ormoni, la presenza dei quali è stata in questi anni correlata alle diverse condizioni funzionali e disfunzionali sia del testicolo (didimo ed epididimo), sia delle ghiandole annesse (la prostata, le vescicole seminali).

I più importanti e meglio caratterizzati sono:

il testosterone (T) e l’estradiolo (E2), e il loro rapporto molare T/E2 che fornisce un buon indice del livello funzionale testicolare.

Infatti, il T viene secreto nei tubuli seminiferi in ragione della produzione di spermatozoi.

L’E2 viene secreto nei tubuli seminiferi in ragione della utile funzione delle cellule di Sertoli e viene riassorbito prevalentemente nell’epididimo, oltre ad essere secreto dalle vescicole seminali.

I valori medi rilevabili sono rispettivamente: T compreso tra 1 e 2.5 ng/ml, E2 compreso tra 50 e 90 pg/ml, T/E2 compreso tra 15 e 25 nM/pM.

il diidrotestosterone (DHT), la forma attiva del testosterone, che viene secreto nella via spermatica dalle vescicole seminali e dalla prostata (maggiore produttore di DHT), è un buon indice della funzione di queste due componenti con un valore medio compreso tra 4 e 10 ng/ml.

L’ormone antimulleriano (AMH), secreto nei tubuli seminiferi dalle cellule di Sertoli mature ed efficienti, è un ottimo indice della funzione di queste cellule fondamentali per la spermiogenesi, con un valore medio compreso tra 12 e 35 ng/ml.

Le componenti biochimiche nel liquido seminale

Ulteriori informazioni relative alla qualità del liquido spermatico alle ragioni delle condizioni disfunzionali della via genitale sono date dal dosaggio delle seguenti molecole:

Il Fruttosio: è lo zucchero che serve agli spermatozoi per ottenere energia, è secreto dalle vescicole seminali in ragione di almeno 15 μM/ml (2.7 mg/ml).

Lo Zinco: è lo ione metallico che ha funzioni protettive verso i microrganismi e verso il DNA, regolative verso molte attività enzimatiche, è secreto dalla prostata in ragione di almeno 2.3 μM/ml (150 μg/ml).

La α-glucosidasi neutra (NAG) è un enzima che serve al metabolismo e alla maturazione degli spermatozoi ed è secreto dall’epididimo, in ragione di almeno 15 IU/ml; la sua presenza consente di escludere ostruzioni lungo la via epididimo-deferenziale.

La gamma-glutamil-transpeptidasi (GGT o γGT) è un enzima che serve a mantenere il corretto equilibrio ossido-riducente ed è secreto dalla prostata in ragione di 5-15 IU/ml.

La latticodeidrogenasi (LDH) è un enzima che serve al metabolismo degli spermatozoi e all’equilbrio acido-base spermatico ed è secreto dalla prostata in ragione di almeno 3 IU/ml

L’antigene prostatico specifico (PSA) è un enzima che serve a fluidificare lo sperma e quindi a migliorare l’ambiente in cui nuotano gli spermatozoi ed è secreto dalla prostata in ragione di almeno 1500 μg/ml.

La creatinina e l’acido urico sono due molecole di prevalente provenienza dalla via urinaria e tendenzialmente assenti o presenti a basso livello nello sperma (in generale hanno un livello <10 μg/ml) per cui un loro aumento è indice di reflussi e/o ristagni urinari in sede prostatica.

Le componenti immunitarie e microbiologiche nel liquido spermatico

Nel liquido spermatico possono essere presenti fattori del sistema immunitario (le varie citochine e le immunoglobuline o anticorpi), alcuni immessi dalle varie componenti genitali fisiologicamente e altri solo in condizioni patologiche, che regolano la reattività locale.

La possibilità di determinarli è dettata esclusivamente da particolari e specifiche necessità e quindi nei livelli diagnostici di secondo o terzo livello.

Anche la presenza dei microrganismi (funghi, batteri e virus) viene ricercata ove si sospetti una infezione.

La maggiore attenzione è rivolta ai batteri che vengono rilevati con l’esame colturale dello sperma, da eseguire con molta cura, in quanto è facile da inquinare.

La presenza dei virus (in particolare HPV, HSV, HIV), che possono agire negativamente sulla capacità fertile, alterando gli spermatozoi, o che possono essere trasmessi con lo sperma, è oggi facilmente possibile grazie alla immissione nella diagnostica della PCR (polimerase chain reaction) e della FISH (fluorescent in situ hybridisation).

Concludiamo così la nostra panoramica sullo spermiogramma e sulla necessità di eseguirlo con relativa frequenza sia in condizioni di salute, al fine della prevenzione, sia in condizioni di malattia, ai fini della diagnosi e della terapia, oltre che in occasione della ricerca di un figlio.

 

Prof. Dr. Carlo Rando

 

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