Alimentazione e farmaci: attenzione alle interazioni

Alimentazione e farmaci attenzione alle interazioni

E’ nota l’associazione di certi alimenti con alcune patologie.

Ciò che spesso si dimentica, però, è che alcuni alimenti possono interagire con i farmaci assunti per via orale.

Il farmaco può modificare l’assorbimento dell’alimento o, più spesso, l’alimento può disturbare l’assorbimento ed il metabolismo di un farmaco.

Citocromo P450: l’enzima responsabile delle interazioni tra farmaci

Il principale responsabile delle interazioni tra farmaci è il Citocromo P450, enzima che in realtà serve come detossificante.

Tutti gli alimenti che interagiscono con questo enzima possono aumentare o diminuire la quantità di farmaco in circolo, la biodisponibilità, provocare effetti collaterali o vanificarne l’effetto.

Alimenti che maggiormente interagiscono con il citocromo

L’alimento che più interagisce con il citocromo è il succo di pompelmo, che inattiva e inibisce questo enzima, potenziando gli effetti collaterali dei farmaci.

L’effetto dura fino a 2-3 giorni dopo l’assunzione quindi non basta assumere i farmaci qualche ora dopo il succo.

Altri alimenti sono:

  • il pomelo,  
  • l’arancia di Siviglia,
  • il vino rosso,
  • il succo di lampone, di gelso nero e bianco, di melograno.

L’iperico

Altrettanto importante è l’iperico, presente in tutti i preparati per la depressione e per migliorare l’umore.

Si tratta di un potente attivatore che brucia il farmaco più velocemente riducendone l’effetto.

Questo vale soprattutto per alcuni antibiotici, per i contraccettivi orali, con conseguente rischio di mancata contraccezione, ansiolitici, antiaritmici, antistaminici, antimicotici, antiipertensivi, corticosteroidi, inibitori di pompa protonica, neurologici, ormonali, statine, immunodepressori e farmaci per l’impotenza.

Attenzione al caffè e alla carne

Grandi consumi di caffeina contenuta in caffè, the, cioccolata, di brassicacee contenute in cavoli, cavolfiori, broccoli e cavoletti di Bruxelles, e carne alla griglia, possono aumentare l’attività di un particolare citocromo, attivarlo e interagire con alcuni farmaci psicolettici antidepressivi riducendo la loro efficacia.

Alta pericolosità di interazione fra alcol e citocromo

Il consumo di alcolici interagisce con il citocromo, diventando molto pericoloso sia per la tossicità del fegato (epatiti) che per l’interazione con farmaci.

Consumare alcol nel corso di una terapia a base di antiinfiammatori (ibuprofene, paracetamolo etc), antiaggreganti e anticoagulanti (warfarin), antidepressivi, benzodiazepine, oppioidi, stimolanti, antiipertensivi e antiacidi aumenta gli effetti collaterali di questi farmaci.

Antagonisti della Vitamina K

Se si assumono farmaci antagonisti della Vitamina K (anticoagulanti in particolare) bisogna fare attenzione al consumo di alimenti ricchi di questa vitamina.

Le crucifere (broccoli, cavoli, cavolini, spinaci verdure a foglia verde), le rape e alcune erbe aromatiche, quali basilico e prezzemolo, sono ricche di vitamina K, così come i mirtilli, lo zenzero, glucosammina, gingseng e ginko.

 Non è necessario eliminare tali cibi, ma bisogna fare attenzione alle quantità non mangiandone tante in poco tempo, per non remare contro l’attività dell’anticoagulante.

L’aglio ad esempio, se consumato in quantità, può interagire con il processo di cicatrizzazione a livello delle piastrine e potenziare l’effetto di farmaci anti-aggreganti, favorendo sanguinamenti.

Le noci e la soia, essendo particolarmente ricchi di fibre in percentuale sul loro peso, possono interagire con l’assorbimento di alcuni alimenti a livello intestinale.

E’ da evitare, quindi, la loro assunzione in concomitanza con farmaci, come la levotiroxina.

Cibi ricchi di Tiramina ed interazione con antidepressivi

Un’altra importantissima interazione è quella dei cibi ricchi di tiramina con gli antidepressivi (IMAO). I cibi a rischio sono:

  • formaggi stagionati,
  • vino rosso,
  • carni stagionate (insaccati e salumi),
  • fave,
  • avocado,
  • alici sotto sale,
  • fegato.

Il rischio è una grave sindrome con rialzi pressori pericolosi per la salute.

Utilità della consultazione dei foglietti illustrativi

Se si hanno dubbi è molto importante consultare i foglietti illustrativi deifarmaci assunti.

La ricerca sulle interazioni tra farmaci e alimenti è molto attiva, dunque sono quasi sempre presenti informazioni su potenziali interazioni con gli alimenti.

Dott.ssa Stefania Folloni medico nutrizionista

Dott.ssa Stefania Folloni